Chi è la Rosina?
Una creatura come tante, nata in questo lembo
di veneto solatio e solitario, <<’ na putea
co’ ’e dressete, ’e sgalmarete
ai pié>>, pronta e vivace, con
grandi occhi verdi e capelli scuri.
Ella va sposa a Nardi, muratore, ed in breve
tempo diviene madre di tre figli, ma le dure
necessità del tempo, la mancanza di lavoro, costringono l'uomo ad emigrare.
Mentre infuria la prima guerra mondiale, la Rosina
è sola a dover combattere quotidianamente
per la sua vita e quella dei figli. Passano
per questi luoghi imberbi fanti diretti alla
montagna affardellati da armi e zaini chiedono,
allo schidersi degli usci, acqua ed un sorriso,
per ricordare madri e spose lontane.
La rosina inventa il sapore familiare di una
minestra calda per quando scavano trincee o tracciano
strade lungo la montagna: c'è coraggio,
determinazione in ogni sua azione, voglia di
vivere, speranza di un domani migliore per sé
e per i suoi cari. Alla fine della guerra la
famiglia si ricompone: la Rosina dà alla luce
altre due creature. A compenso di tanti sacrifici
Nardi e la Rosina hanno ora il gruzzolo sperato
per costruire una casa ed iniziare un piccolo
commercio. L'intraprendenza della donna è ancora
una volta l'anima di tutto: "na botegheta" con
poche cose è il primo passo, ma subito diviene
importante l'Osteria che prospera di giorno
in giorno, offrendo agli avventori vino genuino
accompagnato da piatti semplici e casalinghi.
E' brava la Rosina, infaticabile; i cacciatori
di passaggio si fermano volentieri per uno spuntino,
le propongono di cucinare lepri, uccelli, caprioli.
Ed Ella si improvvisa ancora in un mestiere
con intelligenza e coraggio: subito il locale
assurge a nuova dignità per accuratezza e modo
di fare. Alla fine della seconda guerra mondiale
vede nel figlio minore, reduce dalla Russia,
la forza nuova a continuare il suo lavoro. A
lui confida i suoi segreti, gli è vicina prodiga
di consigli ed aiuto, affinché la trattoria,
frutto di tante fatiche e che porta il suo nome,
mantenga ogni buona tradizione di ospitalità
e cucina. Il figlio e la moglie ingrandiscono,
migliorano, introducono nuove strutture atte
a soddisfare nuove esigenze, ma l'imperativo
primo resta quello di caldi rapporti umani,
di tenuità e grande serietà nel lavoro. Ed ancora
oggi, per questo, a tanti anni dalla sua morte,
mentre ormai l'attuale imprenditore del locale
è il nipote, la Rosina idealmente riceve ogni
avventore. Nel suo nome ad ognuno è dato di
essere ospitato con sincera cordialità, di ritrovarsi
con amici tra sapori e profumi antichi. |